L’Emilia: ancora uno dei motori economici italiani?

L’economia dell’Emilia Romagna è sempre stata molto florida. Una regione che ha molto da offrire, che si basa sostanzialmente su due punti essenziali: da una parte abbiamo le terre coltivate, le campagne e dall’altra c’è il mare, la meta turistica per eccellenza, ovvero la Romagna.

La posizione dell’Emilia Romagna è estremamente favorevole, ed è proprio questo che le consente di contrastare gli effetti della crisi.

Economia dell’Emilia Romagna

Se andiamo ad analizzare la conformità del territorio, scopriremo che questa regione offre la possibilità, dal punto di vista turistico, di potersi beare di tante meraviglie.

Oltre a questo, l’Emilia Romagna ha sempre cercato di essere un passo avanti rispetto a tutte le altre regioni. Per capirlo, possiamo guardare le aziende, le varie ditte presenti sul territorio, la concorrenza: si cerca di dare il massimo in ogni settore per raggiungere il top.

Alcuni dei nomi più famosi a livello italiano e mondiale sono proprio romagnoli: Ferrari, Nuvola ParmaReti e Conad, tra gli altri.

Analizziamo anche un altro punto forte della regione, ovvero il settore della ristorazione. La cucina emiliana e romagnola sono apprezzate in ogni parte d’Italia. Il cuore di questa regione è che ognuno ha voglia, desiderio di lavorare, e ogni settore cerca di offrire dei posti di lavoro sicuri.

Che cosa offre l’Emilia Romagna

Durante la crisi, anche l’Emilia Romagna risentì dell’assenza di lavoro. Molte persone si ritrovarono a doversi guardare in giro e valutarono di abbandonare la propria casa per assicurarsi un lavoro, un tetto sopra la testa alla famiglia. Tuttavia, da qualche anno, l’Emilia Romagna è tornata florida, cercando di offrire lavoro e sicurezza ai propri abitanti.

Un altro fattore importante è che questa regione cerca di approfondire le varie tecniche di lavorazione, per essere al passo con i tempi e non rimanere indietro. È una regione attenta anche ai lavoratori, che cerca di supportarli e di permettere loro di accedere a tutti i servizi e i diritti per migliorare la loro vita.

Le infrastrutture, infine, sono molto sicure, precise e puntuali: dal trasporto al turismo, questa regione investire sui propri punti di forza per portare benessere agli abitanti.

Ed è questo il motivo per cui da sempre, alla fine, l’economia dell’Emilia Romagna è una delle più floride del nostro paese.

In cucina con amore

Maschi perché la cucina è maestra di vita? E’ un interrogativo a cui molti uomini probabilmente non sapranno replicare, ma a cui le loro mamme, le nonne e le compagne quasi sicuramente avranno già trovato una lunga serie di risposte.

In cucina è amore e passione e questo basta già a farne una maestra di vita. Chi non ha mai preparato nemmeno un uovo al tegamino forse non se ne rende davvero conto, ma quando si cuoce qualcosa, soprattutto per una persona a cui si vuol bene, ci si mette tutto l’impegno possibile: si scelgono gli ingredienti migliori, si coltiva un orticello di erbe e spezie genuine, si controllano le date di scadenza e si osserva con amore quell’impasto che cresce o quella torta che cuoce in forno.

Poi si porta in tavola quella pietanza sperando che niente sia andato storto e che i commensali l’apprezzino, oppure si consola qualcuno preparandogli il suo piatto preferito, oppure ancora si premia qualcun altro per un risultato ottenuto. Ecco spiegato perché la cucina è amore.

E la passione? Beh, difficilmente si trascorrerebbero ore cercando di realizzare il piatto perfetto e di presentarlo al meglio se si cucinasse solo per nutrirsi…

Amore, ma non solo

Maschi perché la cucina è maestra di vita? La domanda va necessariamente riproposta ai signori uomini perché dovrebbero aver intuito ormai che la cucina è non è solo amore e passione, ma qualcosa in più.

Una pietanza che non è abbastanza cotta, che probabilmente necessita di un tocco da maestro per essere davvero buona ecc., richiede tutta la pazienza e la capacità di osservazione del provetto chef.

E poi? E poi ci vuole pazienza, ci vuole cura per i dettagli e spesso anche l’umiltà di ammettere che qualcosa non è tanto semplice da preparare come si può pensare, che un dato attrezzo non è facile da utilizzare o che si ha ancora molta strada davanti prima di poter diventare un bravo chef.

Cari maschi perché la cucina è maestra di vita? Semplice: perché tutti questi valori sono quelli che bisogna avere per stare bene al mondo!

Due anni dopo: un bilancio della proprietà cinese in Pirelli

Nel 2015 Pirelli ha ceduto la totalità del proprio capitale ordinario alla Marco Polo Industrial Holding, società controllata da CNRC (China National Tire & Rubber Co.) e partecipata da Camfin (italiana) e LTI (russa).

A due anni dall’acquisto di Pirelli da parte dell’azienda cinese, fare un bilancio è d’obbligo, dal momento che i cambiamenti e le trasformazioni sono state numerose.

Anzitutto la separazione definitiva tra Pirelli Consumer, focalizzata sulla produzione di pneumatici per automobili, e Pirelli Industrial, concentrata invece su mezzi pesanti. Proprio Pirelli Industrial, ha da poco preso un volo di non ritorno per la Cina: è stata fatta confluire in Aeolus Tyre, società controllata da ChemChina, dando vita al neonato Prometeon, il cui CEO sarà l’italiano Paolo Dal Pino, chief executive officer dell’ormai ex Pirelli Industrial.

Una scelta rischiosa, sembrerebbe, dal momento che Pirelli Industrial contribuiva al fatturato globale del gruppo con una quota di quasi il 17%. Separare le due attività consente però margini di manovre superiori ad entrambe le realtà, possibilità di ampliare il mercato e sfruttare diverse economie di scala.

Il canale Consumer è intanto cresciuto e rimasto a Milano sia per la ricerca che per la sede legale, dove grazie ad investimenti, sviluppo di nuove tecnologie e conseguente immessa sul mercato di pneumatici afferenti ai segmenti Premium e Prestige, i margini di crescita paiono oggi molto elevati.

E i cinesi ci hanno visto lungo: si attendono ancora i dati del trimestre aprile-giugno 2017, ma è già pronto il ritorno in Borsa (così si legge anche sul sito ufficiale Pirelli), presumibilmente a Piazza Affari, proprio con il ramo Consumer, intanto trasformatosi in settore lusso (la doppia quotazione è stata esclusa da Marco Tronchetti Provera).

Anche i debiti sono stati tenuti sotto controllo e anzi ridimensionati. Le banche hanno concesso alla Marco Polo un finanziamento di 1,25 miliardi di euro, che verrà rimborsato con gli introiti che proverranno dall’IPO (previsto per l’ultimo trimestre del 2017); Marco Polo investirà a sua volta 1,2 miliardi per aumentare il capitale di Pirelli al fine di ridurre quella quota di debito; infine, Pirelli riceverà un secondo finanziamento di 4,2 miliardi in modo da allungare la vita del proprio debito.

Combattere la crisi economica iniziando a lavorare da casa

In questi tempi di crisi economica, dove sembra difficile trovare un lavoro nonostante le rassicurazioni che arrivano, a più riprese, dal governo, una delle soluzioni che tanti giovani mettono in pratica è quella di crearsi un lavoro, di fare da sé (perché, come dice il proverbio, chi fa da sé fa per tre).

Ecco allora dei consigli utili su come potersi creare il lavoro dei propri sogni, direttamente da casa.

Passo 1, cosa, come, a chi. Per prima cosa bisogna decidere cosa fare, avendo accortezza di scegliere qualche cosa in cui si è bravi ad operare. Ci sono tante possibilità che non conviene rischiare di fare qualche cosa che non piace o che non si conosce bene.

Come farlo, ovvero come potersi creare un’attività, come farsi conoscere, come poter emergere. Per poter rispondere a questa domanda bisogna studiare il mercato, analizzare la concorrenza, cercare di trovare quali sono i propri fattori di competitività, e così via. Insomma, bisogna creare un vero e proprio business plan.

A chi, ovvero bisogna cercare di capire qual è la clientela ideale a cui ci si rivolge, questo è fondamentale perché la promozione online dedicata alle persone anziane è diversa da quella che si può fare verso i bambini o verso i giovani.

Passo 2, gli aspetti fiscali. Lavorare da casa non presuppone fare nero, assolutamente. Per cui bisogna scegliere un buon fiscalista e farsi consigliare in merito, perché è fondamentale avere le idee chiare ed essere sempre in regola, altrimenti si lavorerà con la paura di essere beccati.

Passo 3, le idee. Eccoci al punto focale: dopo aver capito cosa fare in linea di massima, come lavorare da casa e a chi rivolgersi, è importante sviluppare l’idea più nel dettaglio, così da avere la certezza di iniziare con il piede giusto.

Per lavorare da casa è possibile aprire un blog di nicchia, ma non uno qualunque, uno davvero bello e davvero interessante, oppure si possono scrivere articoli per delle testate giornalistiche online (come Blasting News, ad esempio), si può operare come freelance offrendo il proprio lavoro ad altre aziende, si può cercare di lanciare un proprio negozio eBay o fornire la propria esperienza come professore online. Insomma, ci sono davvero tante tante scelte tra cui potersi dividere.