Tronchetti Provera vs De Benedetti: non fu diffamazione

tronchetti-provera-de-benedettiSecondo la decisione del giudice della quarta sezione penale del tribunale di Milano, Monica Amicone, le affermazioni di Marco Tronchetti Provera contro De Benedetti non furono diffamazione.

La questione risale al mese di ottobre 2013 quando, in un confronto tra le rispettive capacità di fare impresa, Tronchetti Provera e De Benedetti si sono scambiate delle considerazioni che definire “al vetriolo” è un eufemismo.

Marco Tronchetti Provera si è in maniera particolare riferito alle vicende del Banco Ambrosiano che hanno coinvolto il De Benedetti, senza dimenticare le discussioni che hanno coinvolto l’Ingegnere (questo il soprannone del De Benedetti) sui bilanci Olivetti e lo scandalo delle apparecchiature di Poste Italiane. Lo scontro tra i due imprenditori è finito sulle pagine dei principali giornali ed è arrivato fino al tribunale in seguito ad una querela che l’editore del gruppo Espresso ha presentato contro il presidente di Pirelli.

Benché il numero uno dell’azienda milanese sia stato ritenuto colpevole di aver riferito determinate frasi, il PM ha tenuto a dire che la modesta portata offensiva delle parole di Tronchetti Provera sono da accomodare in un contesto di rapporti aspri tra i due.

Secondo il difensore di Tronchetti Provera, la verità storica è peggiore di quella che è stata raccontata dal suo assistito, mentre il legale di De Benedetti ha detto che le affermazioni del milanese sono false e diffamatorie.

Al momento siamo solo al primo appello e, probabilmente, De Benedetti presenterà appello. Nel frattempo, Marco Tronchetti Provera vola in Cina per andare a parlare con Chem China relativamente allo stato dell’OPA con la quale gli orientali acquisiranno l’azienda italiana.

L’Italia: un paese troppo superficiale?

glasses-357126_1280Quando si parla di Italia sono tante le cose positive che vengono in mente: dalle bellezze architettoniche e naturalistiche fino al cuore (inteso in senso di bontà) dei nostri connazionali, dalla moda fino al cibo.

Il nostro paese potrebbe essere una delle più grandi “potenze” del mondo, in fondo abbiamo tutto. Peccato che questo tutto non riusciamo proprio a sfruttarlo fino in fondo (anzi).

Prendiamo le bellezze architettoniche e naturalistiche italiane e portiamo un esempio su tutti: Pompei. È notizia dello scorso anno che la necropoli partenopea ha subìto diversi a causa delle eccessive piogge, prima alcune pietre dalla spalletta dell’arcone che si trova sotto il tempio di Venere poi il muro di una bottega. L’Unesco è ovviamente intervenuta (Pompei è patrimonio dell’Umanità dal 1997) affermando che serve un preciso piano globale o “viene giù tutto”. Come mai si è arrivati a questa situazione? E’ possibile che non si è stati capaci di salvaguardare un luogo storico così importante del nostro paese che attira 2,5 milioni di visitatori ogni anno? Continue reading