Imparare a parlare senza peli sulla lingua delle malattie

malattieUna delle cose a cui la società in cui viviamo ci porta è quella di “mostrare”. Dobbiamo e vogliamo far vedere a tutti che stiamo bene, in maniera principale economicamente parlando, ma anche a livello di salute e di benessere in generale. Oggi, purtroppo, l’apparire è molto importante, per non dire fondamentale.

E’ forse proprio per questo motivo che si tende, sempre più spesso, a tenere per sé problematiche più o meno gravi, come può essere una malattia. Se da un lato è giusto tenere il proprio problema riservato, per qualunque motivo lo si voglia fare, dall’altro non si dovrebbe aver paura di parlarne perché magari si entra in contatto con altre persone che, in passato, hanno avuto lo stesso problema, lo hanno risolto, e sono ansiosi di condividere il loro “segreto”.

Bisognerebbe sforzarsi di parlare liberamente di qualunque tipo di malattia di cui si possa soffrire o di cui si possa aver sofferto in passato, da cose semplici e banali come un’influenza fino a cose più dolore, come il fuoco di Sant’Antonio, senza escludere ovviamente cose più imbarazzanti e personali come le malattie veneree o le emorroidi o cose gravi e potenzialmente critiche come un cancro.

Imparare a parlare senza peli sulla lingua della propria malattia e chiamarla per nome aiuta, tra le altre cose, ad affrontare la cosa in maniera positiva, si è pronti a vivere tutto quello che c’è bisogno di fare affinché si possa stare meglio.

Prendiamo ad esempio le emorroidi, sono una problematica ritenuta imbarazzante perché si trovano in una zona “sconveniente”, ovvero l’ano. In realtà sono particolarmente dolorose, tanto che potrebbero portare a non riuscire a sedersi se non con un cuscino sotto, ad esempio, e parlarne potrebbe aiutare a capire cosa fare o potrebbe far venire in mente delle idee per un sollievo, più o meno temporaneo che sia.

In un mondo in cui vogliamo essere sempre belli e perfetti, in cui il denaro conta sempre di più, stiamo perdendo la sincerità e ci trinceriamo dietro una finta perfezione. Dobbiamo riscoprire i valori più veri, quelli che ci appartengono da sempre, come la schiettezza.