Da dove vengono i nostri vestiti?

vestitiLa produzione dei capi di abbigliamento è da diverso tempo oggetto di controversie. Leggiamo sulle etichette “Made in China”, “Made in India”, a volte anche “Made in Bangladesh”, ma cosa c’è dietro le realtà che producono i vestiti che indossiamo tutti i giorni?

Su aplus.com si parla di un reality show in Norvegia (Sweatshop) che ha voluto indagare in fondo le condizioni di chi lavora nelle fabbriche tessili in Cambogia. Tra case infinitamente piccole e stipendi che, paragonati ai nostri, sono davvero minimi (Sokty, la protagonista di questo video, guadagna 130 dollari al mese per lavorare 7 giorni a settimana), la storia che si snoda dietro i capi di abbigliamento non è certamente delle più rosee.

Un evento che ha segnato molto l’industria tessile è stato il crollo del Rana Plaza di Savar, Dacca, Bangladesh. Un edificio che aveva iniziato a dare segni di cedimento e che, il 24 aprile 2013, è crollato su se stesso e ha provocato oltre 1.000 vittime. All’interno del Rana Plaza c’erano banche, appartamenti e alcune industrie tessili. Il giorno prima l’edificio era stato svuotato per sicurezza, tranne per le industrie tessili, che hanno spinto i loro operai ad andare al lavoro nonostante gli avvertimenti sulla sicurezza.

Voliamo ora in Cina, dove si producono tantissimi dei capi di abbigliamento che indossiamo ogni giorno. Secondo il rapporto Panni Sporchi pubblicato da Greenpeace, una delle cause di maggiore inquinamento per quanto riguarda i fiumi del paese orientale sono proprio le imprese tessili, che   gettano nei fiumi sostanze chimiche come alchilfenoli, perfluorati e nonilfenoli etossilati, sostanze chimiche che sono state bandite in Europa perché riconosciute pericolose per l’uomo. Se a questo si aggiunge il fatto che la maggior parte dei vestiti cinesi viene esportata, ecco come l’industria dell’abbigliamento e della moda mondiale ne è in qualche modo responsabile.

La prossima volta che acquisti un capo di abbigliamento, dunque, pensa con attenzione… da dove viene la maglia che stiamo provando? Da dove vengono i calzini che indossiamo? Dove sono fatti i jeans che abbiamo comprato ieri?

Domande a cui non è facile rispondere, ma neanche così difficile. E’ solo che, spesso, fa più comodo non vedere e non sapere.