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Due anni dopo: un bilancio della proprietà cinese in Pirelli

Nel 2015 Pirelli ha ceduto la totalità del proprio capitale ordinario alla Marco Polo Industrial Holding, società controllata da CNRC (China National Tire & Rubber Co.) e partecipata da Camfin (italiana) e LTI (russa).

A due anni dall’acquisto di Pirelli da parte dell’azienda cinese, fare un bilancio è d’obbligo, dal momento che i cambiamenti e le trasformazioni sono state numerose.

Anzitutto la separazione definitiva tra Pirelli Consumer, focalizzata sulla produzione di pneumatici per automobili, e Pirelli Industrial, concentrata invece su mezzi pesanti. Proprio Pirelli Industrial, ha da poco preso un volo di non ritorno per la Cina: è stata fatta confluire in Aeolus Tyre, società controllata da ChemChina, dando vita al neonato Prometeon, il cui CEO sarà l’italiano Paolo Dal Pino, chief executive officer dell’ormai ex Pirelli Industrial.

Una scelta rischiosa, sembrerebbe, dal momento che Pirelli Industrial contribuiva al fatturato globale del gruppo con una quota di quasi il 17%. Separare le due attività consente però margini di manovre superiori ad entrambe le realtà, possibilità di ampliare il mercato e sfruttare diverse economie di scala.

Il canale Consumer è intanto cresciuto e rimasto a Milano sia per la ricerca che per la sede legale, dove grazie ad investimenti, sviluppo di nuove tecnologie e conseguente immessa sul mercato di pneumatici afferenti ai segmenti Premium e Prestige, i margini di crescita paiono oggi molto elevati.

E i cinesi ci hanno visto lungo: si attendono ancora i dati del trimestre aprile-giugno 2017, ma è già pronto il ritorno in Borsa (così si legge anche sul sito ufficiale Pirelli), presumibilmente a Piazza Affari, proprio con il ramo Consumer, intanto trasformatosi in settore lusso (la doppia quotazione è stata esclusa da Marco Tronchetti Provera).

Anche i debiti sono stati tenuti sotto controllo e anzi ridimensionati. Le banche hanno concesso alla Marco Polo un finanziamento di 1,25 miliardi di euro, che verrà rimborsato con gli introiti che proverranno dall’IPO (previsto per l’ultimo trimestre del 2017); Marco Polo investirà a sua volta 1,2 miliardi per aumentare il capitale di Pirelli al fine di ridurre quella quota di debito; infine, Pirelli riceverà un secondo finanziamento di 4,2 miliardi in modo da allungare la vita del proprio debito.