Tecnologia al servizio della libertà di espressione e della repressione

tecnologiaQuando si parla di libertà di espressione, le nuove tecnologie sono un “must” da considerare oggi. Quello che si può dire in rete e il “tam tam” mediatico che una notizia o un’idea può avere in internet non hanno pari nella storia del mondo. In che maniera la tecnologia può contribuire alla libertà di espressione?

In prima maniera gli smartphone e i tablet permettono di scattare fotografie e di girare video in ogni parte del mondo. I vari iPhone, Samsung Galaxy e Nokia sono ottimi “attrezzi da lavoro” per riprendere qualunque repressione che si stia mettendo in atto in qualche parte del mondo e farla vedere a tutti, usando siti web come YouTube, Flickr o i social network più famosi, come Facebook e Twitter, ad esempio. Proprio la creazione di Zuckerberg ha una pagina sulla libertà di parola, dove si parla di questo concetto è dove ci si lega a pagine correlate, come quella delle Nazioni Unite e del Nazionalismo.

Proprio i siti web sono un altro strumento importantissimo per la libertà di espressione e per combattere la repressione. Aprire un blog di protesta è importante per far conoscere a tutti le proprie idee, aprirsi al mondo e denunciare la repressione.

In Italia, purtroppo, siamo però lenti ad abbracciare la tecnologia e internet in generale, e questo penalizza molto il concetto di libertà di espressione. I media tradizionali non sono così “liberi” come vorrebbero farci credere, per questo motivo l’unico modo per poter arrivare fino in fondo senza paura di essere fermati è quello di usare la nuova tecnologia, dai telefoni alla rete.

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