Dove sono finiti i liberali degli anni ’60?

liberaliCosa è successo a tutti i liberali? Vogliamo dire, i veri pensatori liberali. Ci riferiamo a quei giovani attivisti liberali, radicali, che hanno sfilato negli anni ’60. Erano contro i grandi governo. Erano contro il corporativismo. Non volevano nessuno che gli dicesse cosa dire, come dirlo e come vivere.

Sono stati scritti tantissimi libri sulla libertà di parola, uno su tutti è quello di Arthur Marwick, che ha parlato della rivoluzione culturale in Gran Bretagna, Francia, Italia e Stati Uniti”, dicendo che è stato un passaggio importante per avere nuove idee, ha permesso di arrivare un passo più vicino alla parità dei diritti, di rimuovere molti pregiudizi di origine sessuale, razziale e morale. Inoltre, gli anni ’60 ci hanno dato la libertà di accettare o rifiutare le cose per i loro meriti e secondo le proprie preferenze individuali. Gli anni Sessanta sono stati un mini-rinascimento in cui è stato incoraggiato il diritto di espressione individuale, applaudito e nutrito da una generazione la cui convinzione ingenua era che tutti avevano bisogno solo dell’amore.

Cosa è successo a quella generazione che parlava di libertà, di tolleranza, di individualismo e di libertà di espressione? E’ stata mangiata viva e schiacciata dal movimento delle cose. Basta guardare quello che i progressisti hanno fatto per la nostra cultura. Se non si è d’accordo con loro, non si è tolleranti. Essi non rispetteranno le proprie convinzioni individuali, faranno tutto il possibile per chiudere le gabbie della libertà.

Come dice la famosa canzone, “Let it be“, ovvero “lasciate che sia”. Si può non essere d’accordo con altre persone, ma non bisogna mai rinunciare alle proprie idee né farsi minacciare (ovviamente, non minacciare mai). Gli anni ’60 e le loro idee sono attuali ancora oggi.

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