La (non) libertà di espressione in Italia

libertaLa situazione della libertà di espressione in Italia è ridotta a causa della mancanza di pluralismo dei media, della legislazione restrittiva e da una sfera digitale molto limitata da una legge sulla privacy rigorosa. Il nuovo Parlamento contesta la politicizzazione palese dei media, ma ancora molto deve essere fatto prima che l’Italia rispetti gli obblighi internazionali per proteggere la libertà di espressione.

La libertà di espressione è garantita attraverso l’articolo 21 della costituzione italiana. Tuttavia, i diritti civili e politici sono in calo negli ultimi anni a causa della corruzione e delle restrizioni sulla società civile.

Le leggi sulla diffamazione in Italia, anche se a basso costo, contengono disposizioni arcaiche: la diffamazione è ancora un reato penale e non ci sono protezioni speciali per i politici. La legislazione italiana contiene disposizioni penalizzanti in termini di insulto alla Repubblica, delle istituzioni costituzionali, delle forze armate e della nazione italiana in generale. Offendere l’onore del Presidente della Repubblica è un reato penale. La legge italiana criminalizza i reati che sono motivati ​​da pregiudizi razziali, etnici, nazionali o religiosi, ma esclude ogni genere di reati ad orientamento sessuale.

L’Italia è tra i paesi con minor libertà dei media. La pluralità dei media limitata in Italia è la limitazione più significativa della libertà di parola. L’Italia è stata a lungo dominata da un forte duopolio tra privato (Mediaset) e pubblico (RAI). AgCom ha riscontrato che in Italia le due stazioni televisive più grandi hanno ricevuto oltre il 79% della spesa totale della pubblicità televisiva.

Un certo numero di leggi costituisce inoltre una grande sfida alla libertà di stampa in Italia. Il 10 giugno 2010 il Senato italiano ha approvato una legge sulle intercettazioni molto controversa. Gli italiani sono inoltre generalmente più lenti ad abbracciare le nuove tecnologie e Internet rispetto ad altri paesi europei comparabili. Il paese ha delle leggi e delle prassi in materia di sorveglianza dei dati che rappresentano una minaccia alla privacy e alla libertà di espressione.

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